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5 domande difficili per chi soffre di dolore cronico

Chi soffre di patologie croniche spesso si trova a confrontarsi con il mondo esterno che pone domande che possono essere complicate e pericolose dal punto di vista emotivo.
Domande all’apparenza semplice e innocue possono scatenare vissuti emotivi di fragilità e sofferenza.

Vediamo insieme 5 di queste domande.

Come stai?

Chi soffre di dolore cronico ha difficoltà ha rispondere a questa domanda perché si trova a dover scegliere se dare la risposta sincera o se dare la risposta “di facciata” per non annoiare l’interlocutore. Spesso rispondere a questa domanda implica fare un certo bollettino medico dei propri sintomi e dei propri dolori. Non è piacevole né per chi parla né per chi ascolta. Spesso chi soffre si trova a rispondere semplicemente “sto bene” celando tutta la sofferenza, la stanchezza, lo stress, la fatica.

Sei libero settimana prossima?

Convivere con il dolore cronico significa dover essere flessibile su impegni e appuntamenti in base al proprio corpo. Stare bene un giorno non significa che si starà bene anche il giorno dopo. Riuscire a fare una cosa oggi non significa poterla fare anche domani. Questo comporta obbligatoriamente il vivere alla giornata. Appuntamenti e impegni si riescono a programmare ma sempre con l’incognita di poterli dover annullare o spostare se quel giorno a quell’ora i dolori non permetteranno di affrontarli.
Per tutti questi motivi questa domanda diventa complicata per chi non sa come starà i giorni a venire.

Che lavoro fai?

Purtroppo spesso chi soffre di dolori cronici ha dovuto modificare o addirittura rinunciare al proprio lavoro. Sentirsi fare questa domanda scatena emozioni di colpa, vergogna, imbarazzo e frustrazione. Perché nessuno è felice di non lavorare a causa di sintomi dolorosi. Chiunque preferirebbe stare bene e poter svolgere le sue funzioni lavorative.

Come mai non sembri malato?

Tante volte i sintomi dolorosi non sono visibili. Il dolore e la sofferenza non sono sempre osservabili ad occhio nudo. Il più delle volte restano “nascosti” dentro la persona che li vive. Oltre a questo è naturale che chi soffre di dolore cronico cerchi comunque di prendersi cura del proprio aspetto esteriore apparendo come una persona “sana”.
Non giudicare il dolore di qualcuno solo dal trucco, dai vestiti o dall’aspetto estetico deve essere una regola generale da non dimenticare mai.

Quando ti rimetterai?

L’aggettivo cronico significa che la malattia e i sintomi sono presenti in maniera costante nella vita di quella persona. Ci potranno sicuramente essere degli alti e dei bassi ma la persona sa che è qualcosa con cui dovrà convivere per sempre. Porre questa domanda diventa quindi senza senso e porta solo ad aumentare la sofferenza in chi si trova a dover rispondere.

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