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SOSTEGNO A DISTANZA

Fibro-fog

Come ti sentiresti se all’improvviso la tua mente fosse completamente annebbiata? Se ogni sua funzione o attività fosse attraversata da una nebbia fitta e bianca? Come ti sentiresti se il tuo cervello ti sembrasse inutilizzabile? Se non riuscissi più a mettere insieme parole, pensieri e azioni? Se tutto intorno a te sembrasse ovattato?

Le persone che soffrono di fibromialgia hanno spesso queste sensazioni insieme a molte altre similari. Tutto questo rientra in quella che in inglese viene chiamata fibro-fog ovvero la nebbia della fibromialgia.
La fibromialgia è una patologia cronica che oltre a dolore diffuso, rigidità muscolare e molti altri sintomi fisici, si caratterizza per la presenza di “annebbiamento mentale”.
Nel concetto di fibro-fog rientrano diversi sintomi e difficoltà:

  • Problemi o difficoltà di memoria
  • Difficoltà di concentrazione
  • Disturbi dell’attenzione
  • Difficoltà nella fluidità di pensiero e di eloquio
  • Discorsi rallentati
  • Difficoltà nella focalizzazione


Tutti questi elementi descrivono bene quello che provoca la fibromialgia a livello cognitivo.
Ogni funzione di attenzione, pensiero e concentrazione è come offuscata da una polvere che ricopre tutto impedendone il corretto funzionamento.
Per quanto la persona si impegni o si sforzi, le difficoltà persistono creando disagio, imbarazzo, senso di impotenza e frustrazione.
Non è una sensazione facile da comprendere se non la si è mai percepita sulla propria pelle. È un vissuto che lascia la persona inerme di fronte all’impossibilità di riuscire ad avere un funzionamento mentale ottimale per la prestazione che desidera raggiungere.
Spesso il senso di impotenza può condurre ad emozioni di sconforto, tristezza, malinconia per la percezione di non essere più in grado di ragionare, pensare o ricordare le cose come si vorrebbe o come si faceva in un tempo passato in assenza della malattia.
Cosa ancora più difficile per le persone che vivono questa difficoltà è giustificarsi o spiegare agli altri quello che stanno vivendo. Spesso infatti questo disturbo viene minimizzato o sottovalutato. Frequentemente si attribuisce la colpa di questa difficoltà interamente alla persona che ne soffre. Come se la persona fosse responsabile del suo disturbo. Ma invece non è così!!

Prenditi cura di te

Non è colpa tua se provi queste difficoltà, è colpa della malattia e la malattia non l’hai scelta tu! Quello che puoi fare per te stessa è cercare di osservare questi momenti di annebbiamento per imparare a riconoscere le loro manifestazioni ma soprattutto l’effetto che hanno sul tuo umore e sulle tue emozioni. Imparare pian piano ad “accogliere” questa difficoltà, osservandone i confini e i limiti e cercando un po’ alla volta di limitare la paura, la preoccupazione, l’ansia e lo sconforto che possono emergere quando ti trovi in balia del disturbo.

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