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Diagnosi in ritardo e psicologia

“Non sapevo cosa avessi fino a quando finalmente non ho potuto dare un nome ai miei sintomi”.
“Avere la diagnosi giusta ha permesso di trovare anche la strada terapeutica giusta”.
“Quando ho ricevuto la diagnosi ho capito che non ero pazza”.

Queste sono solo alcune delle frasi riportate dalle donne che arrivano a ricevere una diagnosi e una spiegazione ai propri sintomi.
La diagnosi solitamente risolve i PERCHÉ che la mente pone rispetto ai dolori del corpo. Conoscere il motivo di quello che si sta provando fisicamente aiuta, un po’ alla volta, anche la mente ad elaborare ed accettare la malattia e i suoi sintomi.

Quando la diagnosi arriva in ritardo: risvolti psicologici

Purtroppo non sempre la diagnosi giusta arriva nei tempi giusti.
Tante volte si assistono a ritardi anche molto lunghi e a diagnosi sbagliate.
Dal punto di vista emotivo e psicologico questo comporta il verificarsi di diverse condizioni tra cui, al primo posto, un forte senso di frustrazione.
La frustrazione è una sensazione che si sviluppa nel momento in cui percepiamo che il nostro agire, rispetto ad una determinata situazione, sia inutile o vana. Ci si sente frustrati quando si fanno test ed esami che non riportano alcun problema nonostante la percezione fisica di dolore. Ci si sente frustrati quando gli altri sottovalutano i nostri sintomi sminuendoli. Ci si sente frustrati quando si capisce che la terapia prescritta non sta funzionando. Ci si sente frustrati quando non si riceve una diagnosi accurata e precisa.

Alla frustrazione si affianca spesso anche il senso di impotenza. Essa è un’emozione che nasce nel momento in cui si percepisce la sensazione di non avere più alcuna possibilità di fare qualcosa per migliorare la propria condizione o il proprio problema.
È evidente come queste emozioni, una volta percepite, vadano ad intaccare il sistema di equilibrio psicologico della persona che le vive.

Oltre a questo, altri vissuti connessi alla ricerca di una diagnosi riguardano la sensazione dello scorrere del tempo e del sentirsi prese per pazze.
Il tempo passa, i sintomi peggiorano, lo stato di salute fisica e psicologica si fa sempre più instabile. La sensazione è proprio quella di essersi perse nella confusione di dolori e sofferenze che non trovano spiegazione. La paura aumenta e il timore che non si possa mai trovare una risposta diventa gigante.
Nel frattempo il rischio è che il mondo prenda i nostri dolori come qualcosa di inventato o di esagerato. Come qualcosa di inesistente. E spesso, purtroppo, quando si attende una diagnosi per lungo tempo, si viene additate come matte, pazze o malate immaginarie.

Infine un’emozione che emerge quando la diagnosi corretta arriva è quella della rabbia. Rabbia per il tempo trascorso, rabbia per i tentativi fatti a vuoto, rabbia per l’incomprensione.
Fortunatamente accanto alla rabbia si vive anche finalmente un senso di sollievo per aver trovato risposta ai propri sintomi e alle proprie sofferenze.

Prenditi cura di te

Psicologicamente mi sento sempre di consigliare un consulto in più se non si è convinte delle risposte ricevute. È fondamentale potersi fidare dei medici a cui ci si rivolge per poter procedere con terapie e interventi.
Purtroppo tante volte si trascorre molto tempo in un limbo di ricerca e di esami prima di capire quale sia il proprio problema di salute. In questo processo se senti il bisogno di un sostegno anche psicologico non avere vergogna di chiederlo.
Uno spazio di ascolto, sfogo e comprensione può esserti di aiuto nell’affrontare le emozioni che vivi.

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